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“Gesù disse: “In verità ti dico che tu, oggi, in questa stessa notte, prima che il gallo abbia cantato due volte, mi rinnegherai tre volte.” Vangelo di Marco 14:30
Quel giovane galileo di Nazareth lo aveva voluto al suo fianco per tre anni: Simon Pietro, un semplice pescatore, era stato spettatore e protagonista di eventi davvero particolari. Guarigioni, profezie, miracoli e scontri con le autorità religiose del tempo.
Quell’uomo, Gesù, aveva completamente sconvolto la sua quotidianità: ci volle del tempo prima che Pietro cominciasse a capire chi fosse realmente Gesù, a porsi in profondità questo interrogativo. Alla fine aveva capito: il Messia, l’Unto del Signore che il suo popolo attendeva da secoli caratterizzati da dolorose dominazioni straniere, finalmente aveva visitato il suo popolo. E Pietro era diretto testimone di tutto questo: la sua visione del futuro oramai stava mutando, la speranza cominciava a farsi strada.
Tutto questo, ad un tratto, parve crollare. Gesù, la guida e il maestro di tante esperienze, aveva predetto il suo arresto e la sua morte. E così accadde. Cosa fare? Dove andare? Durante il processo contro Gesù molti riconobbero in Pietro uno degli inseparabili seguaci del Nazareno: era la verità, e Pietro ben lo sapeva. Rinnegò tutto questo, per tre volte, in pochi minuti. Quando il gallo cantò, si ricordò delle parole di Gesù e fuggì, piangendo amaramente.
Cosa te ne pare? Sembra una storia fallimentare? A finirla qui sembra un finale orribile, tragico. Ma Gesù non si era dimenticato di Pietro e lo perdonò, con l’affetto di un padre e la comprensione di un amico. Quel pescatore, assieme a pochi altri, mise sotto sopra l’umanità con l’annuncio del vangelo di Gesù Cristo, il maestro che non si era dimenticato di lui.
Gesù non si è dimenticato nemmeno di te. Non giudicherà i tuoi sbagli e i tuoi rinnegamenti: apriti a Lui e non sarai mai solo. Per l’eternità.
Dio ti benedica e conosci Gesù!
Gianmarco