Perchè credere alla Bibbia?

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È solo un insieme di miti e leggende o dice la verità? Tu ti fidi di ciò che racconta? Sei più uno che crede ciecamente senza farsi domande o più uno che scioccamente si rifiuta di credere perché qualcun altro gli ha detto questo o quest’altro?

È normale avere dubbi e voglio incoraggiarti a toglierteli indagando.

La tua indagine deve essere oggettiva però, senza pregiudizi.

Per il momento desidero incuriosirti con ciò che ho scoperto io facendo le mie ricerche.

Ho scoperto che non abbiamo manoscritti originali della Bibbia.

Ahi, potrebbe sembrare un punto a suo sfavore!!

Ma in realtà ho scoperto che non abbiamo manoscritti originali della maggior parte delle opere classiche che tutto il mondo studia per descrivere eventi storici, periodi, luoghi, usi e costumi, ecc…

Non abbiamo manoscritti originali delle lettere di Giulio Cesare, di cui ci sono giunte solo 8 copie scritte dopo 1000 anni dalle originali, e che nonostante questo utilizziamo a scuola e nelle università come descrizioni affidabili di quel periodo storico; di Platone, che molti di noi hanno studiato al liceo e che è ritenuto il padre del pensiero occidentale, si hanno solo 7 copie che risalgono a 1200 anni dopo la stesura dei testi originali andati tutti perduti; di Tucidide, Orazio, Aristotele, tutti autori, filosofi, storici presi come modelli dagli studiosi per descrivere i pensieri e la storia dei loro tempi, abbiamo solo tra le 10 e le 50 copie non originali scritte a distanza di 1600 anni dalle vere datazioni.

E invece lo sai quante sono le copie e i manoscritti arrivati sino a noi che ricostruiscono tutto il Nuovo Testamento?

Sono più di 6000, tutti concordi tra loro senza contraddizioni e alterazioni. E le copie più antiche di questi manoscritti risalgono a soli 25 anni di distanza dai testi originali; hai capito bene, solo 25 anni, contro i 1000 delle opere classiche.

Le copie e i manoscritti del Nuovo Testamento sono più di 6000.
Un dato strabiliante.
Svelati i segreti del penultimo manoscritto di Qumran

E non finisce qui!!! Forse non sai che tra il 1947 e il 1956 furono ritrovati i cosiddetti “Rotoli di Qumran”, testi datati 200 a.C.-50 d.C. e conservati in caverne sulle sponde del Mar Morto da un’antica tribù ebraica, gli Esseni; queste pergamene contenevano più di 500 manoscritti e frammenti dei libri dell’Antico Testamento, tra cui si scoprì anche una copia integrale del libro del profeta Isaia che tradotta risultò, dopo quasi 2000 anni, identica per il 95% alla nostra odierna versione. E quel 5%? Danneggiamenti e leggere variazioni di copiatura.

La cura con cui gli ebrei trascrivevano i testi sacri era assurdamente minuziosa: numeravano qualsiasi cosa in modo che ogni copia su pergamena avesse lo stesso numero di colonne, lo stesso numero di righe per ogni colonna e lo stesso numero di lettere per ogni riga di ogni colonna; una precisione da far girare la testa!! I loro copisti distruggevano diligentemente tutte le copie più antiche che risultavano danneggiate per non rischiare interpretazioni sbagliate del contenuto.

Perciò credo proprio che, se riusciamo a considerare affidabili, inalterati e attendibili i racconti di eventi storici, di usi e costumi, di luoghi e periodi, riportati da autori di cui abbiamo solo poche copie risalenti come minimo a mille anni dopo i testi originali andati perduti (e li studiamo senza farci domande nelle scuole di tutti gli ordini e gradi), allora dobbiamo inevitabilmente e oggettivamente considerare affidabile, inalterata e attendibile anche la narrazione biblica di eventi storici, periodi e personaggi, poiché abbiamo migliaia di copie scritte a brevissima distanza dalle originali e con una cura copistica che non ha paragoni al mondo.

Ho scoperto anche altro! Ho scoperto che esistono innumerevoli testimonianze esterne alla Bibbia, molte di storici e scrittori non cristiani, che confermano eventi, fatti e personaggi riportati nel Nuovo e nell’Antico Testamento. Ti cito alcune fonti:

Tacito, studioso famoso per la sua scrupolosità nel riportare gli eventi accaduti, l’imperatore Marco Aurelio, Plinio il Giovane, avvocato e magistrato romano, tutti questi confermarono nelle loro opere e lettere l’esistenza di un uomo di nome Cristo che al tempo dell’imperatore Tiberio venne condannato alla crocifissione da Ponzio Pilato.








Lo storico giudeo-romano Giuseppe Flavio, anche lui non cristiano, affermò nella sua opera “Antichità giudaiche” l’esistenza in Palestina di un uomo di nome Giovanni Battista che al tempo del Re Erode fu fatto uccidere ingiustamente; sempre Giuseppe Flavio confermò anche l’esistenza di un uomo di nome Gesù, che lui definì saggio e autore di opere straordinarie, che, anche secondo il Talmud babilonese (sempre fonte non cristiana), morì al tempo della Pasqua ebraica sotto Tiberio a causa delle opere sovrannaturali che compiva

Tallo e Eusebio di Cesarea, due storici greci, riportarono che nel giorno della morte di questo noto Gesù ci furono tre ore di oscurità, da mezzogiorno alle tre del pomeriggio, proprio come riportano i Vangeli (Marco 15:33, Luca 23:44, Matteo 27:45).

Addirittura si conta che i resoconti esterni al Nuovo testamento che confermano i fatti biblici sono più di 30.000.

In sostanza, già soltanto con queste poche scoperte che ti ho presentato, dobbiamo ammettere che, se ci rifiutassimo di credere nell’inalterabilità e affidabilità della Bibbia, dovremmo smettere di studiare tutte le opere classiche su cui la nostra cultura millenaria si fonda, dovremmo eliminare tali studi dalle scuole e mettere in dubbio anche tutte le conoscenze che abbiamo acquisito basandoci su queste opere. Dovremmo rifiutarci di studiare Omero che ci ha condotto alla scoperta della città di Troia, una delle città più fiorenti della civiltà greco antica. Dovremmo rifiutarci di studiare i resoconti della storia dell’Antica Grecia, della storia degli imperatori romani. Dovremmo eliminare dai nostri studi le opere di Tacito, da cui conosciamo la storia dell’Impero romano, gli usi e costumi e le scoperte di numerose popolazioni germaniche dell’epoca. Dovremmo rifiutarci di studiare e dare per veri i testi di Socrate, Platone, Aristotele, dai quali deriva il pensiero culturale e politico di tutto l’Occidente.

Lascio a te libero giudizio.

Per il momento mi fermo qui a raccontarti le mie indagini, nel prossimo articolo te ne presenterò altre. Adesso ti voglio lasciare il tempo di indagare e di verificare se sto dicendo la verità. Spero che inizierai a metterti in gioco, con l’ardente desiderio di sapere la verità, senza paura di riconoscere errori o convinzioni sbagliate se ci saranno.

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