Perchè Francesco crede in Dio

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Sono nato in una famiglia Cristiana Evangelica e si può dire che sono cresciuto tra i banchi della chiesa. Mio padre è pastore fin da quando io ho memoria e ho passato la mia infanzia tra culti, studi e riunioni di preghiera. Nel ’96 (quando io avevo appena 3 anni) a mio padre, viene affidata una piccola comunità a Cantù che contava meno di 10 credenti­­­­.  Al nostro arrivo la situazione era critica. ma il Signore fece un opera grande in quel paese: ogni domenica si aggiungevano alla comunità persone nuove che non avevano mai sentito parlare di Gesù.
Io crescevo insieme alla comunità e sentivo sempre di più il peso di “figlio del pastore” che spesso veniva preso come riferimento dai nuovi bambini arrivati in comunità.
Questo fu uno dei motivi che mi portò, crescendo, ad avere una vita nella chiesa e una vita fuori dalla chiesa:  in chiesa ero il bravo ragazzo sempre rispettoso, e fuori facevo le stesse cose che facevano gli altri. Iniziai ad avere amicizie sbagliate e le mie giornate volavano tra pomeriggi con gli amici, ragazze e calci al pallone… Ma di Dio nella mia vita neanche l’ombra; temevo Dio ma la voglia di conoscere il mondo era più forte di quella di conoscere Dio.
…“le cattive compagnie corrompono i buoni costumi.”.  1 Corinzi 15:33
Non andò avanti per molto infatti, gli amici a cui stavo dedicando la mia vita mi voltarono le spalle e per la prima volta nella mia vita mi ritrovai solo. Mi ricordai di quel Dio di cui avevo sentito parlare migliaia di volte, gridai a lui e lui mi rispose. Mi prese per la mano, mi tirò fuori dal fango, perdonò i miei peccati e mi trasformò.
“Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo che vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato sé stesso per me.”   Galati  2:20
 
Nel frattempo continuai a giocare a calcio e molte squadre  si fecero avanti, ma la paura di sostituire Dio con il calcio mi portò a decidere di  abbandonare il pallone che fino a quel momento era il mio dio. Era un venerdì e dissi a mio padre: “papà lascio il calcio, è meglio così! MAGARI RIPRENDERO’ Più AVANTI QUANDO SAPRO’ GESTIRE MEGLIO LA SITUAZIONE!” L’indomani giocai la mia ultima partita ed ero orgoglioso della decisione presa, ma non bastava! Dio faceva veramente sul serio con me! La domenica andai in chiesa e mentre il predicatore (che quel giorno non era mio padre)  parlava di Lot e Sara ( Genesi 19) pronunciò testuali parole: hai preso delle decisioni importanti che ti portano a seguire Dio ma solo una cosa, NON VOLTARTI MAI INDIETRO! Così capii che Dio voleva TUTTO me stesso e così mi arresi completamente al Dio creatore di ogni cosa.
Nell’ottobre 2008 decisi di essere battezzato e da quel momento Dio non mi ha mai lasciato.
Le prove non mancano ma “…colui che è in noi è più grande di colui che è nel mondo.” 1 Giovanni 4:4.

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