Quello che viene scartato oggi

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Nel secolo precedente gli uomini di quel tempo credevano che le automobili avrebbero volato, o che il teletrasporto non sarebbe più stato solo un sogno, o ancora che i macchinari avrebbero governato la terra. Forse su uno di questi punti non avevano torto…

La tecnologia della nostra era è a livelli altissimi, vengono sviluppati software, macchinari, elettrodomestici ultra intelligenti volti a migliorare la vita dell’uomo. Ed è proprio così, i comfort acquisiti oggi non erano minimamente pensabili fino a trent’anni fa circa.

Basti pensare che in passato, quando ancora non esistevano i telefoni cellulari, per poter contattare una persona dovevi essere a casa e telefonare quando anche l’altra persona era presente in casa, sembra assurdo. Oggi possiamo contattare una persona in un’infinità di modi diversi, le notizie viaggiano in tempo record, l’informazione nel mondo è a livelli mai raggiunti prima.

Ma tutto questo ha solo risvolti positivi, o bisogna guardare l’altro lato della medaglia?

Ogni mattina il primo pensiero è controllare le notifiche sullo smartphone, metterlo da parte per più di un’ora è già un sacrificio, e non trovarlo nella borsa o in tasca significa andare nel panico. Ci piace stare a casa tenendo la TV accesa anche se non la stiamo guardando.

Siamo la generazione che non riesce a fare a meno di postare sui social network tutto ciò che gli accade. Veniamo a conoscenza della vita degli altri attraverso post e foto senza avere una reale conversazione. Siamo abituati a cercare su Google tutto ciò che ci passa per la testa e a ricevere una risposta immediata. Potrei andare avanti ancora con molti altri esempi, ma credo che il concetto sia chiaro.

Credo che quel senso di oppressione che ci porta l’essere ormai così legati a tutto questo si sia insinuato così silenziosamente da non farci nemmeno rendere conto di tutto questo. Con ciò non intendo dire che la soluzione è gettare tutto ciò che è tecnologico e vivere fuori dal mondo perché sarebbe complicato sia lavorativamente che socialmente parlando visto che oramai gira tutto su questi ambiti. Come in ogni cosa il buon uso e l’abuso cambiano completamente il senso delle cose.

Secondo una recente statistica gli adolescenti tendono a scartare ogni attività ricreativa o spirituale che non riguardi l’uso di internet e dei social. Tendiamo più a curare i nostri profili in rete che a pensare alla nostra vita spirituale. Quanti giovani si chiedono ormai se esiste qualcosa dopo la morte? Quanti credono a tutto ciò che l’occhio umano non può vedere? In quanti oggi si chiedono se esiste un’entità più grande di noi?

Sembrerebbe che tutto ruoti attorno alla superficialità e al “tutto e subito” a quella felicità effimera che questo nuovo stile di vita offre, ma in realtà quel senso di vuoto, di inadeguatezza e infelicità non sparisce mai del tutto.

Cos’è allora che veramente colma quel vuoto? Proprio ciò che viene scartato oggi: la vera vita, quella spirituale. Sanare lo spirito sanerà anche il corpo. Andare oltre agli occhi naturali e aprire i nostri occhi spirituali cambierà la prospettiva di ogni cosa!

Conoscere Gesù è quel tipo di incontro contro cui nessuno smartphone o tecnologia di ultimo livello può competere. È una nuova nascita. 

Sei pronto a questa nuova esperienza?

Dio ti benedica e conosci Gesù.

– Simona

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