La voce di Dio

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Adamo ed Eva vengono creati e passeggiano con Dio, la voce di Dio per loro è familiare, è pane quotidiano.

Cosa cambia dopo il peccato?

Tutto. Non perché Dio non parla, leggiamo un sacco di episodi dove questo succede: Abele, Caino, Noè, Giobbe e tanti altri ne sono un esempio. In cosa si è trasformato questo rapporto?

È l’uomo a non ascoltare più.

Il peccato è diventato un muro tra Dio e l’uomo, il quale continua ad erigerlo tutt’oggi.

Dio inizia a scegliersi tra il popolo delle persone scelte, i profeti, che parlano per Suo conto al resto delle persone, ma esse vengono ignorate e addirittura prese in giro.

Dato che l’uomo non ha più un contatto diretto con Dio subentra la legge, nata per far rispettare dei canoni morali e camminare in giustizia davanti a Dio. Ma l’uomo non era stato creato per stare sotto la legge, per questo servono i sacrifici di animali, che coprono i peccati, la disubbidienza.

Esodo 19:5 Dunque, se ubbidite davvero alla mia voce e osservate il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare; poiché tutta la terra è mia

Dio non smette di parlare, non smette di desiderare un rapporto con gli uomini e non smette mai di trovare un modo per farlo.

Fino all’arrivo di Gesù, Lui è la voce di Dio, Lui è la parola, con Lui si ristabilisce una relazione.

Ma leggiamo insieme il momento saliente, dove Gesù ristabilisce il contatto e la relazione tra uomo e Dio.

All’ora nona Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lamà sabactàni?», che, tradotto, vuol dire: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Chiama Elia!» Uno di loro corse e, dopo aver inzuppato d’aceto una spugna, la pose in cima a una canna e gli diede da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se Elia viene a farlo scendere». Gesù, emesso un gran grido, rese lo spirito. E la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo.»

Vangelo secondo Marco 15:34-38

Gesù con la sua morte, con il suo sacrificio compie delle azioni specifiche:

  • Si carica di ogni peccato dell’umanità, ogni malattia, ogni problema, e ci dà l’accesso alla grazia
  • Vive lui stesso la separazione dal Padre in modo tale che noi non la dovessimo più vivere
  • Quando urla si squarcia la cortina che separava il luogo santissimo, luogo del tempio dove si poteva entrare solo una volta all’anno e poteva farlo una sola persona, il sommo sacerdote. Lo squarcio della cortina significa che il dialogo con Dio, dopo la morte di Gesù è aperto a tutti.

Ora voglio portare la vostra attenzione su un particolare. Immaginate noi, con i nostri peccati “comuni” spesso non comprendiamo Dio, non sentiamo Dio, ora immaginate Gesù, con tutti i peccati del mondo, di tutte le generazioni, tutte le malattie, i dolori, le ansie, immaginate che grido instancabile c’era attorno a Lui. Il peccato gridava. Ma Lui, una volta per tutte, per tutti noi, non si lasciò abbattere da quel rumore, non si lasciò sopraffare da quel grido, Lui gridò più forte: “tutto è compiuto!” 

Dopo ciò, dopo la sua vittoria contro il frastuono del peccato si spezzò la cortina, si strappò il velo della separazione.

Quindi dopo tutto questo, perché oggi non stai ascoltando la voce di Dio? Perché oggi non hai intimità con lui?

Ho sentito un sacco di volte la frase, io parlo ma lui non risponde.

E ritorniamo allora all’inizio, forse in questo momento stai ascoltando altro, forse stai permettendo ancora ai tuoi sbagli, ai tuoi problemi, alla tua malattia, alla tua ansia di gridare più forte, stai ascoltando solo quel grido, e non stai ascoltando il grido di Gesù che ti sta dicendo: “Io ho pagato affinche’ tutto questo non fosse piu’ un ostacolo, io ho pagato con la vita, con il mio sangue, affinche’ la mia voce arrivasse a te tramite un canale diretto”.

Cosa puoi fare a livello pratico oggi? Presta attenzione alla sua voce. Il rumore attorno non smetterà mai, allora qual è la soluzione? Vi voglio parlare del fenomeno del cocktail party, questo fenomeno studiato da Colin Cherry nei primi anni 50, dice che la nostra mente riesce a focalizzarsi sui piccoli suoni nonostante il rumore.

Lo studioso fece l’esempio di un luogo di festa, dove c’è la musica alta, e immaginò due amici che parlano. Come fanno a sentirsi e comprendersi? Perché si focalizzano sulla voce l’uno dell’altro, prestano attenzione e mettono in secondo piano tutto il resto dei suoni.

La voce di Dio non urlerà, Gesù ha urlato quella volta, per vincere una volta per tutte il rumore del peccato, ma la voce di Dio non è un frastuono come il resto delle cose. La voce di Dio è un sussurro

Dio gli disse: «Va’ fuori e fermati sul monte, davanti al Signore». E il Signore passò. Un vento forte, impetuoso, schiantava i monti e spezzava le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. E, dopo il vento, un terremoto; ma il Signore non era nel terremoto. E, dopo il terremoto, un fuoco; ma il Signore non era nel fuoco. E, dopo il fuoco, un mormorio di vento leggero. Quando Elia lo udì, si coprì la faccia con il mantello, andò fuori e si fermò all’ingresso della spelonca; e una voce giunse fino a lui e disse: «Che fai qui, Elia?»»

Primo libro dei Re 19:11-13

Questo episodio successe dopo che Elia si nascose nel deserto e chiese a Dio di morire, Elia dovette concentrarsi bene per ascoltare la voce di Dio, la sua mente era piena di frastuoni, ma riconobbe la Sua voce per una caratteristica particolare, la dolcezza.

Per sentire la voce di Dio dobbiamo chiudere instagram, posare il telefono, smettere di dare voce alla rabbia, alla delusione e concentrarci sulla Sua voce. E dobbiamo fare silenzio. Forse ci vorrà un po’ di tempo, ma vi assicuro che Dio parla ad un cuore predisposto e non lo lascia in balia del rumore.

 

Articolo di Debora Spagnolo

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